«Balzò a sedere sul letto, angosciato. Doveva restare tutta la vita un individuo politicamente sospetto? Doveva passare tutti i suoi giorni come un soggetto da vigilare, schedato dalla polizia con una nota nera? Quale avvenire? Quale avvenire avrebbe potuto aspettarsi? “Adesso sono un individuo sospetto”, pensò di nuovo…»

 

Sotto gli occhi dell’Occidente, Josep Conrad

COVID19 Diario

  • Giorno 1

    La mia città oggi ha avuto il minor aumento percentuale di contagi dal 2 marzo, solo 52 casi, solo il 15% in più. Incoraggiante.È una prima linea, drammatica.Alle 14.00 sono andata per la prima volta, dal decreto che emana le nuove norme, al supermercato. Parcheggio semideserto, venti macchine al massimo, come il 14 agosto, ma pioviggina, nuvole di vari grigi si abbassano sull’orizzonte, sulla mia testa, comprimono i pensieri. Non sai cosa pensare, all’inizio è solo strano, la normalità ti si attacca al cervello e non molla, è rassicurante, combatte le avversità o solo le stranezze. Che importa di un Read More
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Proscrizione
[pro-scri-zió-ne]



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s.f. (pl. -ni) 1 ST Nell'antichità romana, in origine, notificazione pubblica di vendita all'incanto dei beni del debitore insolvente; più tardi, confisca e vendita dei beni di un cittadino politicamente sospetto, colpito da una condanna, spec. l'esilio: colpito da p.

Lista di proscrizione, contenente i nomi dei cittadini proscritti: le liste di p. di Silla

2 estens. Esilio

3 fig. Divieto, proibizione, allontanamento: un libro colpito da p.


«Il padre di Xue era un “piccolo imprenditore”, nel sistema di classi della Cina socialista, e non era considerato affidabile neppure nella nuova società. Per Xue non fu difficile concludere che, anche nel caso di un suo ritorno in Vicolo della Polvere Rossa, sarebbe sempre rimasto sospetto, politicamente sospetto, e lui temeva una simile prospettiva.»

Il vicolo della polvere rossa, Qu Xiaolong

De-Genere

  • Orgoglio e pregiudizio (cit.)

    Al netto delle operazioni di comunicazione, che ormai sono nella cultura del nostro tempo (il fine e non il mezzo per condividere informazioni e contenuti), osservare dall’esterno il Gay Pride tenutosi in questi giorni a Roma, stimola alcune riflessioni. Ovvio che ogni manifestazione, al netto delle norme e delle regole della convivenza civile, ha tutto il diritto di esistere a prescindere dalle istanze che la muovono (questo a scanso di equivoci sui pregiudizi che ci possono essere mossi in questa sede – di questi tempi la giustificazione è d’obbligo, onde evitare accuse a prescindere dagli argomenti posti – ), sorge però spontaneo domandarsi, Read More
  • PAMPHLET CONFUSIONE SOTTO UNA METÀ DEL CIELO (quello maschile)

    Diranno che te la sei cercata Qualcuno dubiterà della tua parola Ti daranno della donna poco seria Persone potenti convinceranno i testimoni Il tuo corpo guarirà ma la tua anima rimarrà ferita Diranno che in realtà ci sei stata Ti chiederanno come mai frequenti certa gente Dovrai affrontare un processo Rovisteranno nel tuo passato Le istituzioni latiteranno Qualcuno cercherà di convincerti che hai capito male Cercheranno debolezze nel tuo vissuto Diranno che in fondo ti è piaciuto Negheranno l’evidenza Ti lasceranno sola Scherzeranno alle tue spalle Diranno che usavi abitualmente sexy toys Ti presseranno in cerca di un motivo per Read More
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Occidente

  • Dall’intellettuale organico al conformista pubblico: la società dell’autocensura

    Tra gli aspetti salienti della vita sociale contemporanea, va senz’altro inclusa la trasformazione delle forme di dominio legate al sapere. Le élite intellettuali della modernità avevano sostenuto la propria egemonia su un principio che – per usare le parole di Sabino Cassese – potremmo definire epistocratico, cioè legato al potere che derivava dalla conoscenza posseduta (istruzione, cultura, competenza). Brutto a dirsi, ma l’epistocrazia poggiava sul tacito (e magari inconfessabile) presupposto dell’essere – quella dei cosiddetti intellettuali – una minoranza privilegiata, detentrice di strumenti ai quali la maggior parte del corpo sociale non aveva (né poteva avere) accesso. La cultura di massa della postmodernità ha come noto abbattuto quel presupposto, ha democratizzato l’esercizio del sapere e ha abolito i privilegi che ne derivavano. Con quali risultati, non è qui rilevante dire. Tra i molti effetti prodotti da un simile processo (la scomparsa del ceto intellettuale, il rifiuto delle intermediazioni e la definitiva eclissi del principio di autorità, etc.) è invece interessante osservare com’è cambiato ciò che resta delle élite culturali. Ho di recente riesumato una (vecchia) battuta di Flaiano, che suonava più o meno così: “Lei crede che la televisione abbia abbassato il livello culturale della popolazione?”, “No, credo che la televisione abbia abbassato il Read More
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Editoriali

  • Della morte della politica

    Se facessimo un sondaggio in tempo reale, chiedendo quale aggettivo connoti maggiormente la vita politica del nostro paese, molto probabilmente Read More
  • Commemorare è inutile

    Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad un pressante tam tam della stampa italiana ed internazionale, sulla terribile e drammatica situazione Read More
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